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sabato 5 luglio 2014

A scuola? Mai più al sabato

Clamoroso in cattedra. No, non sto parlando di chissà quale docente splendida verrà a insegnarci la materia x o la disciplina y. Venirne a conoscenza è stato come un fulmine a ciel sereno. E' crollato il soffitto e saltiamo un giorno di scuola? Niente di tutto questo, anzi di più. La notizia ce l'ha data il preside, con tanto di amaro in bocca. Da settembre la nostra scuola non permetterà a noi studenti di entrare a lezione il sabato mattina. Per colpa della crisi economica. A sentire questa notizia viene da pensare: “E vai! Faremo la “Settimana corta” tra i banchi di scuola”. Diciamoci la verità: in passato “marinare” la scuola, e per giunta di sabato, era un lusso per noi, praticamente come mangiare caviale nero a colazione e bere champagne come acqua minerale. Pensare di farlo adesso sembra incredibile. Invece è proprio così. Niente scuola al sabato. L'idea geniale a chi appartiene? Alla Provincia. Che, in una nota inviata ai signori presidi degli istituti presenti nel territorio, informava della «chiusura al sabato degli istituti superiori e orario curricolare esteso su cinque giorni settimanali a decorrere dal prossimo anno scolastico 2014-2015» a causa del «perdurare della crisi finanziaria determinata dai pesanti tagli ai trasferimenti agli Enti locali e aggravata dai provvedimenti governativi». «I tagli - prosegue la nota della Provincia -, impongono decisioni drastiche ma necessarie al fine di contenere al massimo tutti i costi che incidono sul bilancio e tra queste le utenze ed i costi di riscaldamento relativi agli istituti scolastici di competenza provinciale».